A poca distanza dai canali più frequentati di Venezia c’è un’isola dove orti, piccole vigne e barche fanno ancora parte della vita quotidiana. Le Vignole è uno degli angoli più tranquilli della laguna: una comunità rurale circondata dall’acqua, con una tradizione agricola che per secoli ha contribuito a rifornire i mercati della città.
Ma quest’isola nasconde anche un’altra storia. Accanto alla sua estremità orientale sorge il Forte di Sant’Andrea, parte del sistema difensivo che proteggeva gli accessi a Venezia dal mare Adriatico. Tra villeggiatura antica, orticoltura e architettura militare, le Vignole raccontano come una piccola isola potesse svolgere ruoli molto diversi.
Dove si trova l’isola delle Vignole?
Le Vignole si trova nella Laguna Nord di Venezia, tra l’isola della Certosa, a sud, e Sant’Erasmo, a nord. È vicina ai canali che portano verso la bocca di porto del Lido, uno degli accessi storicamente più importanti alla laguna.
Quella che viene chiamata un’unica isola è in realtà composta da due porzioni di terra separate da uno stretto canale e collegate da un ponticello. La parte occidentale, più facilmente percorribile, conserva abitazioni, fondamenta e campi coltivati; la zona orientale comprende anche terreni militari ad accesso limitato.
A differenza di Murano o Burano, le Vignole non è diventata una destinazione caratterizzata da negozi e attività per turisti. È ancora una piccola comunità residenziale e agricola, dove molti terreni appartengono a chi ci vive e lavora.
Perché si chiama Le Vignole? Biniola e l’Isola delle Sette Vigne
Gli antichi nomi dell’isola raccontano già una parte della sua identità. Nelle fonti si incontrano Biniola e la suggestiva «Isola delle Sette Vigne», denominazioni che ricordano filari di vite, appezzamenti coltivati e vita rurale.
Il numero sette appartiene alla tradizione, ma non va interpretato come la prova documentata dell’esistenza di esattamente sette vigneti. È invece ben riconoscibile il legame storico con l’agricoltura, in particolare con la coltivazione della vite e degli ortaggi.
Le descrizioni del territorio veneto ricordano inoltre l’isola come luogo di villeggiatura frequentato dagli abitanti di Altino e poi dai veneziani. Una tradizione che ci restituisce l’immagine di una campagna raggiungibile senza allontanarsi dalla laguna.
Gli orti che rifornivano i mercati di Venezia
Per secoli Venezia ha avuto bisogno delle isole vicine per coltivare ciò che non poteva produrre facilmente tra calli, palazzi e campi del centro storico. Le Vignole, insieme alla vicina Sant’Erasmo, faceva parte di questo importante sistema agricolo.
Il terreno lagunare, in parte sabbioso, favoriva orti, vigneti e piccoli campi coltivati. I contadini lavoravano la terra e dovevano occuparsi anche della manutenzione delle rive e dei canali necessari a proteggere le colture dall’acqua salata.
Il rapporto con Venezia dipendeva dalle barche. I racconti locali ricordano le donne dell’isola che partivano a remi per portare le verdure appena raccolte ai mercati cittadini. È un’immagine significativa: approvvigionare Venezia richiedeva non soltanto coltivare, ma anche conoscere le vie d’acqua e affrontare ogni giorno il lavoro della navigazione.
Ancora oggi, lungo alcuni percorsi pubblici, si possono osservare orti e appezzamenti in attività. Non sono però spazi aperti alla visita: molti terreni sono proprietà privata e vanno osservati senza entrarvi.
Un’isola di villeggiatura e tradizioni veneziane
Le Vignole ha avuto anche una vocazione legata allo svago. La vicinanza a Venezia permetteva agli abitanti della città di trascorrere qualche ora tra il verde e l’acqua, lontano dai luoghi più affollati. Nella memoria veneziana l’isola è associata a gite in barca, pasti all’aperto e momenti di convivialità.
Questa tradizione non l’ha trasformata in una località turistica tradizionale. È rimasta soprattutto un luogo abitato e lavorato, e proprio per questo merita di essere conosciuta nel rispetto della vita privata dei residenti.
La doppia identità — produzione agricola e villeggiatura tranquilla — spiega perché le Vignole abbia continuato a essere cara ai veneziani, pur restando meno conosciuta dai visitatori internazionali.
La chiesetta di Santa Maria Assunta e Sant’Eurosia
Vicino al ponticello che attraversa il canale interno sorge una chiesetta dalle linee semplici, affiancata da un piccolo campanile, dedicata a Santa Maria Assunta e Sant’Eurosia. È uno degli edifici storici più riconoscibili dell’isola.
La tradizione fa risalire una prima fondazione religiosa al VII secolo, quando due tribuni di Torcello avrebbero fatto costruire un luogo di culto. Le fonti riportano denominazioni diverse per l’antica dedicazione: non bisogna quindi confondere quel primo edificio con la cappella attuale.
La struttura oggi visibile ha origini riconducibili alla fine del Cinquecento e fu modificata nuovamente nell’Ottocento. Secondo le fonti locali, custodisce anche una raffigurazione dell’Assunzione della Vergine di scuola veneta del Seicento.
L’ingresso non è sempre possibile: la chiesetta è spesso chiusa e può aprire in particolari occasioni religiose. Anche osservandola dall’esterno, però, si comprende il rapporto tra la spiritualità e la vita agricola di questa piccola comunità.

L’altra storia delle Vignole: agricoltura e difesa militare
Le due parti dell’isola si sono sviluppate con funzioni differenti. Se orti e campi hanno segnato la vita quotidiana delle zone occidentali, la posizione strategica verso la bocca di porto del Lido ha attirato fin dall’epoca della Serenissima l’interesse delle autorità militari.
Opere difensive e fabbricati utilizzati come depositi di polvere da sparo facevano parte di una rete più ampia, organizzata per controllare gli accessi alla città. Le funzioni militari sono proseguite anche in epoche successive e una parte del settore orientale è tuttora zona militare ad accesso limitato.
Non si deve quindi dare per scontato che ogni strada, ponte o edificio sia aperto al pubblico: l’interesse storico non autorizza a entrare in proprietà o strutture riservate.
Il Forte di Sant’Andrea: il guardiano dell’ingresso alla laguna
Accanto alle Vignole si trova la piccola isola di Sant’Andrea, sede dell’imponente Forte di Sant’Andrea. La fortezza fu realizzata nel Cinquecento per difendere l’accesso marittimo alla laguna, seguendo progetti legati all’architetto militare Michele Sanmicheli.
La struttura massiccia e la sua posizione strategica raccontano quanto la Serenissima fosse attenta a proteggere le vie d’acqua che collegavano Venezia al mare Adriatico.
È importante precisare che il Forte sorge sull’adiacente isola di Sant’Andrea, non nella parte residenziale liberamente percorribile delle Vignole. L’accesso al forte e alle zone militari è limitato: eventuali aperture straordinarie devono essere autorizzate. Anche passare nelle vicinanze in barca non consente di sbarcare liberamente.

Le Vignole oggi: un paesaggio agricolo ancora vivo
Le Vignole conserva una quotidianità strettamente legata alla terra, alle maree e alla navigazione. Piccole proprietà agricole, case, cavane e orti formano un paesaggio rurale a poca distanza dal cuore monumentale di Venezia.
Alcune iniziative locali cercano di recuperare le coltivazioni della vite e rafforzare l’identità agricola dell’isola. Sono progetti interessanti per la tutela dei terreni produttivi, ma non equivalgono alla disponibilità automatica di visite in azienda o degustazioni.
Il valore delle Vignole sta proprio nell’essere un’isola abitata e lavorata, non un museo o un luogo costruito per il turismo.
Tre curiosità sulle Vignole
- Due porzioni di terra, una sola identità. Un canale interno separa l’isola in due parti, collegate da un ponticello.
- Le vigne sono nel nome. Biniola e «Isola delle Sette Vigne» ricordano la vocazione agricola del territorio.
- Gli orti e le fortificazioni convivono nello stesso paesaggio. Agricoltura e difesa erano entrambe essenziali alla vita veneziana, pur avendo spazi e regole di accesso molto differenti.
Come arrivare alle Vignole e cosa si può visitare?
La parte pubblicamente accessibile dell’isola può essere visitata. La linea ACTV 13 serve la fermata Vignole dalle Fondamente Nove, passando per Murano, secondo orari e percorsi aggiornati. Prima di partire consulta il sito ufficiale ACTV.
Una passeggiata tranquilla vicino all’approdo e lungo i percorsi consentiti permette di osservare canali, case, orti e chiesetta. I campi coltivati privati, le abitazioni, le aree militari e il Forte di Sant’Andrea non sono automaticamente visitabili. È importante rimanere sui percorsi pubblici e rispettare chi vive sull’isola.
Non esiste un unico biglietto che garantisca l’accesso a tutti i luoghi storici: la cappella può essere chiusa e qualsiasi apertura straordinaria richiede una verifica preventiva.
Scoprire le isole agricole di Venezia in barca privata
Osservate dall’acqua, le Vignole raccontano il lato meno conosciuto della storia veneziana: campi coltivati, barche da lavoro, canali e difese costiere. L’isola fa parte dello stesso paesaggio agricolo e naturalistico della vicina Sant’Erasmo e della verde Certosa.
Se vuoi conoscere questi luoghi con un itinerario flessibile, scopri le nostre esperienze private nella Laguna di Venezia oppure contattaci. Percorsi e possibilità di sbarco dipendono dalle condizioni di navigazione, dalle autorizzazioni e dagli approdi disponibili; il tour non include l’accesso a orti privati o zone militari.
Trovi altri approfondimenti nella raccolta Storia delle isole della Laguna di Venezia e nella guida alle isole nascoste della laguna.
Domande frequenti
Perché si chiama isola delle Vignole?
Il nome ricorda la tradizione dei vigneti coltivati sull’isola. Tra le denominazioni più antiche ci sono Biniola e «Isola delle Sette Vigne».
Alle Vignole si coltiva ancora la terra?
Sì. Sono presenti orti, terreni coltivati e una piccola comunità di residenti, anche se gran parte delle proprietà agricole è privata.
Si può visitare il Forte di Sant’Andrea dalle Vignole?
Non liberamente. Il forte si trova sull’adiacente isola di Sant’Andrea e l’accesso è limitato; eventuali aperture richiedono specifiche autorizzazioni.
Come si raggiungono le Vignole con il vaporetto?
La linea ACTV 13 collega la zona delle Fondamente Nove con Murano, Vignole e Sant’Erasmo. Verifica gli orari aggiornati e l’approdo di partenza prima di muoverti.
Fonti storiche e crediti fotografici
Fonti: Turismo Veneto – Le Vignole; Atlante della Laguna – Vignole Vecchie; VisitVenezia – storia e accesso; ACTV – orari ufficiali. Foto di copertina: Hyppolyte de Saint-Rambert / Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0, ridimensionata a 1280 px. Le altre fotografie sono accreditate nelle didascalie.

